Page 163 - Come vivere più a lungo
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gie avrebbe dovuto provocare un'approfondita indagine da parte delle scettiche

          autorità  sanitarie:  si sarebbe  dovuto  accertare  la   verità   attraverso  un   gran
          numero di prove a doppio cieco, in cui i pazienti di un gruppo, selezionati a
          caso, ricevessero la vitamina, e quelli di un altro gruppo ricevessero un place-
          bo. Ma in realtà queste indagini  non sono mai state fatte, a trentanove anni di
          distanza dalle prime comunicazioni in proposito.


              Qualcuno ha sostenuto che sarebbe stato compito degli stessi Shute effet-
          tuare esperimenti a doppio cieco. Ma i principi  dell'etica  medica impedivano
          loro di agire in tal modo. Gli Shute stessi si convinsero della grande efficacia
          della  vitamina  E nel 1946. Un medico ha il dovere morale di dare a ogni pa-
          ziente quel trattamento che, secondo lui, ha la massima probabilità di guarirlo.


              Era pertanto dovere degli Shute continuare a usare la vitamina  E per tutti i
          loro pazienti che presentavano quella malattia che, in base alla loro esperienza,
          poteva trarre giovamento da tale  terapia; pertanto sarebbe stato immorale de-
          fraudare di questo trattamento vantaggioso metà dei loro pazienti.

              Non sarebbe invece immorale  per un medico convinto dell'inefficacia della

          vitamina E svolgere una ricerca a doppio cieco in proposito. Non sono gli Shu-
          te, ma piuttosto gli esponenti della medicina ufficiali  che sono venuti meno al
          loro dovere, non avendo svolto approfondite indagini sulla vitamina E, quando
          esisteva una serie di dati che suggerivano che questa sostanza naturale, priva di

          rischi e atossica, aveva una qualche efficacia, forse addirittura una grande effi-
          cacia, nel controllo di malattie così gravi e spesso letali.

              Oltre a molte relazioni  pubbliche in varie riviste mediche dal 1946 in poi,

          gli Shute hanno descritto i loro metodi e risultati in due libri, Vitamin E for Ai-
          ling. and Healthy Hearts (Vitamina E per cuori sani e malati), di Wilfrid  E.

          Shute e Harold J. Taub (1969); e The Heart and Vitamin E (Il cuore e la vita-
          mina E), di Evan Shute e collaboratori (1956, 1969). Le malattie discusse in di-
          stinti capitoli di questi libri includono disturbi coronarici e ischemia del cuore e
          la concomitante angina, febbri reumatiche, disturbi cardiaci reumatici  acuti e

          cronici, ipertensione, disturbi cardiaci congeniti, malattie vascolari periferiche,
          arteriosclerosi,  morbo di Buerger, vene  varicose, tromboflebite, trombi delle
          arterie, ulcera indolore, diabete, disturbi renali e ustioni.

              Gli autori ritengono che la vitamina  E, in dosi che vanno da 50 UI a 2500
          UI al giorno, si dimostri efficace nel trattamento di tutte queste patologie. La

          vitamina E viene somministrata per via orale. Viene anche usata una pomata (al
          3 per cento di vitamina E in gelatina di petrolio), per ustioni, ulcere e altre pa-
          tologie dolorose.

              Wilfrid Shute afferma anche di aver trattato, durante i ventidue anni prece-

          denti il 1969, trentamila pazienti cardiovascolari; ma sono stati pubblicati i dati
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