Page 1246 - Shakespeare - Vol. 2
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brava.
LEONATO
Vogliamo rientrare, eccellenza? Il pranzo è pronto.
CLAUDIO
(a parte) Se dopo questo lui non impazza di lei, non mi fido mai più delle mie
previsioni.
DON PEDRO
(a Leonato) E ora stendiamo la stessa rete per la ragazza, e questo devono
farlo vostra figlia e le sue donzelle. Il divertimento verrà quando ciascheduno
crede che l’altro muore d’amore per lui, e senza fondamento alcuno. Questa è
la scena che vorrei godermi, e sarà meramente una scena muta. 17 Su,
mandiamo Beatrice a chiamarlo a pranzo.
Escono Don Pedro, Claudio e Leonato.
BENEDETTO
(viene avanti) Non può essere un trucco. Parlavano sul serio. L’hanno saputo
da Ero. parevano compatirla, la poveretta: ché la ragazza pare sia fuori di sé.
Innamorata di me? Diavolo, qui bisogna ricompensarla. E come m’han
scorticato! Dicono che farò il fanfarone se vedo l’amor venire da lei. Dicono
anche che la ragazza preferirebbe schiattare piuttosto che farmi capire che le
piaccio. Io, non ho mai pensato di accasarmi. Non devo parer arrogante.
Beati quelli che, strapazzati, di questo strapazzo profittano per migliorarsi.
Dicono che la ragazza è bella, ed è vero, lo posso testimoniare. Dicono che l’è
onesta, è vero, non posso negarlo. E savia, se non era che ha la smania di
me. Diavol, questo non è gran prova di senno, ma non è neanche una
dimostrazione d’idiozia, perché qua finisce che m’innamoro di lei orribilmente.
Magari mi scaricheranno addosso qualche frecciata, qualche scampolo di
spirito di patata, perché le ho sparate grosse e alla lunga contro il
matrimonio. Ma forse che l’appetito umano non cambia? A un uomo gli piace
mangiar manzo da giovane, che poi cresciuto gli fa schifo. Non si può mica
rinunziare a una cosa che attrae, per quattro frizzi e strambezzi e balle di
carta del cervello. No il mondo ha da popolarsi che diavol! Quand’io ho detto
che sarei morto da scapolo, non mi credevo di vivere sin a dovermi accasare.
Oe, vedila qua che viene. Perdiana è un bel tocco di ragazza! E già le vedo in
faccia che s’è cotta di me.