Page 1230 - Shakespeare - Vol. 2
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DON PEDRO
Eccola qui in persona.
BENEDETTO
Monsignore, presto, non può darmi un incarico qualunque in capo al mondo?
Una qualsiasi inezia che le passi per la mente, e io parto subito per i luoghi
dove stanno a capo in giuso. Andrò a pigliarvi uno stuzzichino dall’Estremo
Oriente, vi saprò dire quant’è lungo il piede del Prete Gianni, vi porterò un
pelo della barba del Gran Can, oppur vi farò qualsiasi ambasciata presso i
Pigmei, pur di non scambiar due parole con questa arpia. Non vi serve proprio
niente monsignore?
DON PEDRO
Non mi serve altro che la tua compagnia.
BENEDETTO
O Maria vergine, signore, c’è qui un boccon che non amo affatto. Madama
Lingua di vipera la mi sdegna lo stomaco.
Esce.
DON PEDRO
Venga, venga avanti, signora. Avete perduto il cuore del signor Benedetto.
BEATRICE
Le dirò, signore, il cuore me l’ha prestato una volta per un poco, e io gli ho
pagato gli interessi, un cuore doppio gli ho ridato. Ma poi, perdinci, me l’ha
rivinto coi dadi falsi, perciò Voscenza ha ragione nel dire che l’ho perduto. 13
DON PEDRO
L’avete steso, signora, l’avete steso.
BEATRICE
Be’, non vorrei che lui lo facesse con me, non voglio diventare mamma di
mammalucchi. V’ho portato qui il Conte che mi mandaste a cercare.
DON PEDRO
Dunque che succede, Conte! Perché sei triste?