Page 1232 - Shakespeare - Vol. 2
P. 1232
BEATRICE
Signorsì e la ringrazio, quest’anima sciocchina, che si tiene al riparo dei
dispiaceri. Ora mia cugina gli sta dicendo all’orecchio che lui è nel cuore di lei.
CLAUDIO
È la verità, cugina.
BEATRICE
Santo Iddio, un altro parente! Ognuno segue l’usanza del mondo tranne me,
che per giunta ho la pelle tutta bruciata dal sole. Potrei piazzarmi in qualche
cantone a gridare: “Cerco marito!”.
DON PEDRO
Ve lo trovo io un marito, signora Beatrice.
BEATRICE
Piuttosto vorrei che me lo desse vostro padre. Voscenza non ha un fratello
che le somiglia? Vostro padre ha fatto mariti eccellenti, se una potesse
acchiapparli.
DON PEDRO
Vi piacerebbe aver me, signora?
BEATRICE
No, eccellenza, che poi mi ce ne vorrebbe un altro per i giorni feriali.
Vossignoria è troppo di lusso per averlo tutta la settimana. Ma prego vostra
grazia di perdonarmi, io nacqui per dire cose allegre senza capo né coda.
DON PEDRO
È il vostro silenzio che può offendermi, e l’allegria è la vostra grazia, perché
senza dubbio siete nata in un’ora allegrissima.
BEATRICE
Oh no, illustrissimo, mia madre piangeva, ma c’era una stella ballerina e
sotto di essa io nacqui. Dio vi dia gioia, cugini!
LEONATO