Page 1235 - Shakespeare - Vol. 2
P. 1235

È così, il Conte Claudio sposa la figlia di Leonato.



              BORRACCIA
          Signorsì, ma io posso mandar tutto all’aria.



              DON JUAN
          Un intoppo, un incaglio, un impedimento qualsiasi, per me saranno elisiri: il
          rancore che provo mi fa star male, e ciò che contrasta i suoi desideri viene
          incontro ai miei. Come puoi impedire queste nozze?



              BORRACCIA
          Non certo onestamente, padrone mio; ma sotto sotto, che non mi si possa

          accusare di niente.



              DON JUAN
          Dimmi come, presto.



              BORRACCIA
          Mi  pare  che  un  anno  fa  avevo  detto  a  vossignoria  come  filavo  forte  con
          Margherita, la damigella di Ero.



              DON JUAN
          Ricordo, sì.



              BORRACCIA

          A un’ora sconveniente della nottata posso farla affacciare al balcone della sua
          padrona.



              DON JUAN
          E questo come vive per ammazzare le nozze?



              BORRACCIA
          Eh, tocca a vossignoria metterci il veleno. Andate a trovare il Principe fratello
          vostro; non abbiate scrupolo di dirgli che fa torto all’onore suo maritando il
          nobile  Claudio  −  e  la  sua  stima  gonfiatela  assai  −  con  una  svergognata

          notoria come Ero.
   1230   1231   1232   1233   1234   1235   1236   1237   1238   1239   1240