Page 1229 - Shakespeare - Vol. 2
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E tu lo castighi per la fiducia? La colpa è tutta del ladro.
BENEDETTO
Signorsì, ma non era sbagliato preparare la frusta e anche la corona da
becco. Questa poteva accollarsela lui, e la frusta riservarla per vossignoria
perché, a quel che sento, gli ha rubato il nido degli uccelletti.
DON PEDRO
Ma io voglio insegnar loro il canto e poi restituirli al proprietario.
BENEDETTO
Dice bene, ma qui si tratta di vedere cos’è questo canto.
DON PEDRO
Ascolta, madama Beatrice ce l’ha con te. Il signore che ballava con lei le ha
detto che tu la vai diffamando.
BENEDETTO
Oh bella! Mi ha strapazzato che neanche un palo lo sopporterebbe! Una
quercia con una foglia sola le avrebbe risposto per le rime. Persino la mia
maschera incominciava a prender vita per dirgliene quattro. Senza sapere a
chi parlava m’ha detto che sono il buffone del principe, e che son più noioso
d’una giornata di fango. Scagliava su me botta su botta con una tale
gragnuola di perfidie che me ne stavo come l’uomo al bersaglio con tutta
un’armata a tirarmi indosso. Questa femmina ha pugnali al posto della lingua
e ogni parola t’infilza. Se avesse il fiato cattivo come ogni sua fine di frase
non si potrebbe viverle vicino, la infetterebbe pure la stella polare. Io non la
torrei in moglie neanche se avesse in dote tutti i poderi di Adamo prima di
peccare. Ercole pure, lei l’avrebbe messo a girar lo spiedo in cucina, sicuro, e
gli avrebbe spaccato il bastone per farne legna. Non mi parli più di lei la
prego, ché in questa donna Sua Grazia scoprirebbe la Zizzania infernale
travestita da signora. Per Dio, qua ci vorrebbe un astrologo che la esorcizzi.
Perché di sicuro, finché l’è in terra, un uomo starebbe all’inferno come nella
pace d’un chiostro, e la gente pecca a intenzione per andarci, tant’è vero che
dove c’è lei le stanno alle costole tutti i flagelli, le angosce e i diavoli di sto
mondo.
Entrano Claudio e Beatrice.