Page 166 - La cucina del riso
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Friuli-Venezia Giulia
il massimo splendore, con metodo scientifico e utilizzando pure un apposito
laboratorio di analisi. Fraforeano divenne così una sorta di azienda pilota,
meta di studiosi di agraria che vi giunsero da ogni parte d’Italia. Le risaie
si estendevano su 600 ettari e occuparono, nel periodo di massima intensità
d’impiego, oltre 500 persone. Le mondine, in particolare, giungevano pure
da fuori regione.
Nel 1883, nella “Relazione” di Pancini, Ferrari e Canciani, si legge: “La
coltivazione delle risaie in questo comune non è molto antica e pare non risal-
ga oltre il primo quarto del secolo presente. Le prime risaie in comune pare
fossero quelle dello stabile di Torre di Zuino (oggi Torviscosa), che poscia le
ampliò ed estese. Le risaie sono situate quasi tutte a Sud del territorio, in luoghi
ordinariamente d’aria malsana, e soggetti alle colme e ai rigurgiti sciroccali,
ond’è che son difese da argini e regolate per l’influsso delle acque da oppor-
tune portelle di chiusa e di scarico. Nelle risaie sono occupate molte braccia,
specialmente donne. Il medio prodotto del riso è di ettolitri 12 per campo”.
A Malisana e Torre di Zuino, all’epoca, vi erano 840 campi investiti a
risaia, scesi a 360 circa nel 1903. Trent’anni dopo, in quell’area, si produce-
vano ancora 3.500 quintali di “risone”, ossia di riso greggio.
Sul finire dell’Ottocento, la contessa Rosa di Strassoldo, nel fabbricato
annesso all’omonimo castello di Strassoldo di Sopra - tuttora visibile - attivò
una pilatrice ad acqua per la pulizia del riso, prodotto che inviava regolarmen-
te alla corte di Vienna.
Anche nella zona Boscat, ai limiti della laguna, esisteva un’antica pileria
di riso. Altre erano attive a Pocenia, a Corgnolo di Porpetto, Sesto al Reghena,
MINESTRA DI BRODO CON MERIDONE DI RISO
Ingredienti: 400 g di riso, 4 uova, salsiccia, salsa di pomodoro e misto di carne.
Preparazione: friggere nel burro il riso occorrente e versarvi dell’acqua calda o brodo.
Quando è cotto, lasciarlo raffreddare e aggiungervi carne di maiale tritata, da 3 a 6
tuorli e la neve degli albumi. Mettere il composto in uno stampo e cuocere a bagno
maria 45 minuti circa. Servire con brodo puro.
Dal ricettario La cucina mitteleuropea delle Madri Orsoline di Gorizia
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