Page 1701 - Shakespeare - Vol. 3
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O pietà! Signore, dov’è ora la pazienza
di cui tanto spesso vi siete vantato?
EDGAR
(a parte) Le mie lacrime cominciano a prendere a tal punto
le sue parti, che danneggiano il mio travestimento.
LEAR
I cagnolini e tutti,
Trappola, Bianchetto e Dolcino, vedete,
mi abbaiano contro.
EDGAR
Tom gli tirerà dietro la testa. Avanti, cagnacci!
Sia la tua bocca nera o bianca,
e velenoso il dente che morde,
feroce mastino, levriero, bastardo,
segugio o bracco, botolo o spagnolo,
coda mozza o coda lunga,
Tom lo farà piangere e guaire.
Ecco, gli getto dietro la testa
tutti i cani saltano via.
Do, de, de, de. Sciò! Avanti, in marcia verso le veglie, le fiere e i mercati.
Povero Tom, il tuo corno è secco.
LEAR
E allora si faccia l’autopsia a Regan, vediamo che cosa le cresce intorno al
cuore. C’è una qualche causa naturale che renda i cuori così duri? (A Edgar.)
Voi, signore, vi arruolo tra i miei cento. Solo che non mi piace la foggia dei
vostri abiti. Voi direte che sono persiani: ma cambiateli.
KENT
Ora, mio buon signore, stendetevi e riposate un poco.
LEAR
Non fate rumore, non fate rumore. Tirate le tende. Così, così. Andremo a
cena al mattino.