Page 1163 - Shakespeare - Vol. 2
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84 II, i, 140 Anziché i boccali di metallo che l’ostessa impegnerà.
85 II, i, 142 La parabola del Figliol Prodigo (Luca XV 11-32) è citata da Falstaff anche in 1, IV, ii. Essa
ha evidenti analogie con la storia del Re e del Principe.
86 II, i, 142 water-work: finto arazzo dipinto ad acquerello.
87 II, i, 146 «Quanto abilmente inserisce la richiesta nel blandirla!» (Wilson). L’ostessa stava
piangendo.
88 II, i, 149 noble: moneta del valore di 6 scellini e 8 pence. L’ostessa cerca di ridurre la somma
richiestale da Falstaff da dieci a circa sette sterline.
89 II, i, 152 «Perdi l’opportunità di avermi per marito a causa di poche sterline» (Deighton, cit. Wilson).
Falstaff passa dal tu (thou) al voi (you), distinzione che s’è voluta mantenere nella traduzione,
anche se essa è meno netta in inglese che in italiano.
90 II, i, 156 Intende: fatti dare subito il denaro.
91 II, i, 157 Doll è nome di prostituta. Tearsheet significa “strappalenzuola”. La Quickly non solo crede
alle proposte di matrimonio e alle promesse di pagare «tutto in una volta» di Falstaff, ma si presta
pure a fargli da ruffiana.
92 II, i, 160 La battuta (tema delle notizie) suona a commento comico sull’incontro appena combinato.
93 II, i, 163 Nello Hampshire, 50 miglia a sudovest di Londra, dunque sulla via del Galles. Il Giudice sta
conversando con Gower e ignora volutamente i tentativi di Falstaff di unirsi al discorso. Falstaff si
vendica subito dopo. Le informazioni sui movimenti del Re e delle truppe smentiscono le previsioni
ottimistiche di Hastings nella scena precedente (I, iii, 69-80), secondo il tema ricorrente
dell’aspettativa delusa (gli uomini credono vero quel che gli fa più comodo).
94 II, i, 185 Intende il Giudice stesso. «L’ultimo colpo: Falstaff rivolge a Gower la risposta
all’osservazione del Giudice e poi si decide a parlare al Giudice per lanciare un’impertinenza: dente
per dente è gioco onesto» (Rota).
95 II, ii La scena, in prosa, si svolge a Londra, nella residenza del Principe, che è appena tornato dal
Galles (nota 44), il che contribuisce a spiegare la sua stanchezza. Ned Poins è il confidente del
Principe, intermediario fra lui e il mondo equivoco di Falstaff, come già in 1, I, ii; 1, II, iv. Temi: il
disgusto del Principe per la sua vita scioperata, sentimento di colpa nei confronti del padre, rapporto
con Falstaff (che ha tratti di insofferenza), progettazione della burla contro l’amico (tema
dell’inganno). Le prime battute della scena hanno offerto lo spunto a un importante saggio di E.
Auerbach, Il principe stanco, in Mimesis, Bern 1949 (trad. it., Torino, Einaudi, 1956).
96 II, ii, 15 Viz. è abbreviazione comune di videlicet (cioè). Q legge invece with these, and those...
(“con queste, e quelle...”). Wilson ricorda che «era usanza comune dei nobili altezzosi, spesso
lamentata nella letteratura contemporanea, di dimenticare o fingere di dimenticare le loro
conoscenze più umili».
97 II, ii, 19 Gioco di parole su racket: “racchetta” e “baldoria”. I giocatori di tennis dovevano cambiarsi
durante il gioco, e l’unica camicia di ricambio di Poins non era sufficiente (Humphreys).
98 II, ii, 22 Giochi di parole su rest (rimanenti, riposo), low countries (Paesi Bassi, gli organi sessuali coi
quali Poins genera bastardi, vedi sotto), to make a shift (cambiarsi, fare in modo da), holland
(Olanda, lino). Il senso principale è: «Le tue altre cattive abitudini ti hanno costretto a impegnare le
tue camicie» (Shaaber).
99 II, ii, 23 I bastardi di Poins, addobbati dei resti della sua biancheria, non si sa se andranno in
Paradiso (l’espressione inherit the kingdom è nella versione autorizzata di Matteo XXV 34, ma vedi
anche Matteo V 5: inherit the earth). Che il Principe di Galles parli di ereditare un regno non è certo
casuale. Nella battuta successiva Poins gli ricorda la malattia del padre, cioè che anch’egli sta per