Page 9 - Oriana Fallaci - Intervista con se stessa. L'Apocalisse.
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Come sanno i molti che hanno letto la precedente edizione,
questa intervista a me stessa non vuole esaudire frivole
curiosità sulla mia vita e sulla mia persona. Quando indugia su
qualcosa di personale, ad esempio il dramma della mia
malattia, è soltanto per aprire o rinforzare un discorso. Anzi il
discorso sul cancro morale dell'Occidente e sull'ottusa ferocia
dell'Islam che dichiarandoci guerra ha acceso il nuovo
Incendio di Troia. Il discorso che incominciai con «La Rabbia e
l'Orgoglio», poi sviluppai con «La Forza della Ragione», che
ora in certo modo concludo attraverso «Oriana Fallaci
intervista sé stessa». (Ho modificato anzi abbreviato il titolo
«Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci» per motivi grafici e
per alleviare il fastidio che provavo a vedere il nome ripetuto).
Ancor più di quei libri, dunque, esso è riveduto e corretto e
ampliato. Ancor più di quei due contiene aggiunte e note e
postille e lunghi inserti. Contiene anche un Post-Scriptum che
allunga d'oltre un terzo il testo originale. Quasi un quarto libro
al quale ho dato il titolo «L'Apocalisse».
Gliel'ho dato perché, sempre nella forma dell'auto-intervista
cioè sempre con l'accorgimento letterario dell'auto-intervista,
quel Post-Scriptum prende l'avvio da un passaggio
dell'Apocalisse. La tremenda Apocalisse che l'evangelista
Giovanni scrisse nel Primo Secolo dopo Cristo, quindi durante
il regno di Domiziano: l'imperatore che in piena ascesa del
cristianesimo voleva essere adorato come un dio. Ad alcuni
apparirà bizzarro che un'atea come me (sia pure atea cristiana)
si ispiri a un testo religioso per tirar le somme della battaglia
che da tre anni conduce. Ma l'Apocalisse profetizza la lotta che
i cristiani avrebbero dovuto sostenere per vincere il Mostro a
Sette Teste e i suoi complici che in definitiva sono un singolo
complice. La Bestia con le corna uguali alle corna d'un agnello
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