Page 51 - Mani in alto
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Genova, lunedì 9 ottobre mattina















           Il Bello e Paolo sono usciti per dare un’occhiata alla banca.

           Il Biondino ha appena finito di radersi e Daniele è seduto al tavolino alle prese con
          le armi.
           Il Biondino non ama pulire le armi.
           Un’arma, invece, è come una bella donna. Un’arma deve essere coccolata, bisogna

          usarla, pulirla accuratamente e poi lucidarla.
           A Daniele piace prendersene cura.
           Le smonta pezzo per pezzo, le pulisce con uno scovolino di crine, poi lubrifica a
          dovere gli ingranaggi con alcune gocce di olio Singer per macchina da cucire. A

          portata di mano ha una pezzuola di cotone sempre pronta all’uso.
           Le armi vanno pulite periodicamente, anche se non vengono usate. Fili, peli e
          polvere insieme ai residui degli spari possono creare pericolosi inconvenienti. Una
          pistola sporca prima o poi s’inceppa, magari proprio nel momento del bisogno.

           Daniele nomina minuziosamente le parti delle pistole mentre le smonta e le pulisce.
          Parla a bassa voce, quasi stesse sussurrando parole d’amore nell’orecchio di Maria.
           Il Biondino è in piedi di fianco alla finestra. Fuori nel vicolo un uomo scarica una
          cassa di frutta da un camion, poi si ferma e si asciuga la fronte imperlata di sudore.

          L’aria è appiccicaticcia e si suda anche a stare fermi. In ottobre a Genova è ancora
          estate.
           «E alla fine bisogna pulire bene e asciugare l’impugnatura altrimenti in mano poi ti
          sguilla».

           Il Biondino sorride lievemente.
           «La maestra quando uno diceva ti sguilla faceva scrivere sulla lavagna: non si
          scrive sguilla perché in grammatica non esiste la voce del verbo sguillare ma solo il
          verbo scivolare… l’avrò scritto cento volte alla lavagna…»

           Daniele non ascolta nemmeno le reminiscenze del Biondino, perché è alle prese con
          lo smontaggio di un mitra Thompson.
           «La scopa della trincea», come molti la chiamavano, forse è un po’ troppo pesante e
          non permette una gran libertà di movimento. Però imbracciato di fronte a un cassiere

          di banca produce un bell’effetto, niente da dire.
           «Polizia! Polizia! Aprite!»
           Si sente urlare dal pianerottolo.
           Il Biondino si gira di scatto e guarda Daniele. Il tavolino è ingombro dei pezzi
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