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                             IL GATTO DIROTTATORE





                             «Attenzione prego: è il comandante che vi parla. Siamo spiacenti

          ma dobbiamo rientrare a Catania». Erano le otto del mattino del 19 febbraio del
          1994, e l’aereo fra la Sicilia e Roma era stracolmo di passeggeri. La gente cominciò

          a farsi il segno della croce mentre la comunicazione proseguiva: «Purtroppo c’è un
          gatto a bordo e non riusciamo a trovarlo». I passeggeri si tranquillizzarono, pensando
          a una burla. Ma la storia fu ben diversa. Un gattino si era davvero introdotto nella
          cabina di pilotaggio, costringendo l’equipaggio a un brusco dietrofront. Quasi una
          scena da L’aereo più pazzo del mondo, con situazioni comiche alternate ad attimi di
          tensione per il timore che il piccolo animale potesse provocare danni alle sofisticate
          apparecchiature di bordo, compromettendo la sicurezza del volo. L’aereo era partito
          in orario e tutto sembrava tranquillo sui cieli della Sicilia. Ma a un certo punto il

          comandante, Raimondo Ligi, aveva avvertito un rumore strano, come un sorta di
          cigolio. Ascoltando meglio, capì che si trattava di un miagolio. A bordo, però, non
          era prevista la presenza di passeggeri con gabbiette e il rumore veniva da troppo
          vicino, proprio dalla cabina di pilotaggio. «Il gatto», spiegherà più tardi la
          compagnia aerea, «era proprio sotto la pedaliera dell’aereo. In quelle condizioni non

          si poteva proseguire il volo». I passeggeri temettero il peggio. Pensarono a una
          scusa: “magari è un dirottamento”, “forse c’è una bomba”. Nulla di tutto questo,
          continuarono a rassicurare le hostess: si trattava proprio un gattino che si era
          intrufolato nella cabina di pilotaggio e non si facava trovare. Così l’aereo puntò di
          nuovo verso l’aeroporto di partenza e, una volta atterrati, intervennero addirittura i
          vigili del fuoco e la protezione animali. Fu anche aperta un’inchiesta dalla direzione
          dell’aeroporto per capire come era stato possibile che gattino fosse riuscito a

          introdursi nella cabina di pilotaggio: il micio sarebbe salito a bordo nel corso della
          notte, sistemandosi sotto la pedaliera per dormire qualche ora in santa pace. Ma il
          gattino siciliano non è l’unico “dirottatore” balzato all’onore delle cronache. Nel
          2004 Gin, regolarmente salito a bordo sul suo trasportino a Bruxelles in viaggio
          verso Vienna, riuscì ad aprire la gabbietta, attaccare il secondo ufficiale e obbligare
          l’aereo a far ritorno in Belgio.
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