Page 147 - Il grande dizionario della metamedicina
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L’anima di questo bambino è venuta per imparare a superare i suoi limiti?
MALATTIE DEGENERATIVE:
Ho rinunciato di fronte a una situazione di cui non vedevo la soluzione o davanti alla malattia stessa perché
non si sa come aiutarmi a guarire o perché ho creduto a una diagnosi di incurabilità?
Léa soffriva del morbo di Parkinson da più di sette anni. Tutti i suoi medici erano stati categorici: si trattava di una
malattia degenerativa e non poteva sperare in alcuna remissione. Quando venne a trovarmi si muoveva con difficoltà
con l’aiuto di un bastone, le tremavano le mani e aveva molti dolori alle ossa e ai muscoli. La aiutai a identificare la
causa della malattia e a perdonarsi una situazione passata di cui conservava rimpianti e sensi di colpa. Nella
settimana che seguì notò un netto miglioramento della sua situazione, non ebbe più bisogno di usare il bastone e i
tremori diminuirono. Vedi Morbo di Parkinson.
In una testimonianza, mi scrisse: «Sono in grado di constatare l’evoluzione della guarigione che si opera nel mio
corpo e i giorni in cui va un po’ meno bene ho questo pensiero meraviglioso che mi aiuta: so che ci saranno ancora
momenti in cui starò bene».
MALATTIE GENETICHE:queste malattie sono dovute ad anomalie di uno o più cromosomi che comportano un deficit di
funzionamento di determinate cellule dell’organismo. Le cellule producono le proteine, l’attività e la struttura di
ciascuna di esse è determinata dall’informazione genetica contenuta in un gene. Se questo è alterato, coinvolge la
cellula in un malfunzionamento che può manifestarsi, a qualunque età, sotto forma di malattia.
Tra le malattie genetiche si trovano sia patologie benigne o leggermente invalidanti (per esempio, il daltonismo) sia
estremamente gravi (per esempio la mucoviscidosi). In entrambi i casi la caratteristica comune è generalmente di
essere una malattia a vita e che in alcuni casi può essere trasmessa ai figli, essendo inscritta nei geni della persona.
Vedi Malattie congenite.
MALATTIE IATROGENE: non si tratta di patologie in sé, ma sono conseguenti a cure mediche o a diagnosi oscure da parte
dei medici che dimenticano che quello che per loro è prevenzione, per i loro pazienti può essere angoscia. Vedi
anche Ciste renale alla voce Ciste.
Alcuni esempi: Martine accompagna la madre dal medico. Un anno prima, la donna era stata colpita da un tumore al
seno che aveva richiesto una mastectomia. Nello studio, il medico si rivolge a Martine e le dice: «Se fossi al posto
tuo, mi farei togliere i due seni e mettere una protesi. Le donne cui viene un cancro al seno hanno sovente figlie
colpite da questo tipo di tumore». Queste parole hanno un effetto shock su Martine. Le viene l’angoscia di avere un
tumore al seno mentre, prima della visita, il pensiero non l’aveva mai sfiorata. Inizia a esaminarsi attentamente e
finisce per scoprire dei piccoli noduli, ma ha troppa paura per andare da un medico. Quando la incontro per la prima
volta, mi dice che non può più dormire sulla pancia, che il seno le fa troppo male. In terapia Martine prende
coscienza delle manifestazioni della sua paura. Le spiego le cause principali del tumore al seno in modo che
comprenda ciò che ha portato sua madre a sviluppare la malattia. Si sente rassicurata, si calma e accetta l’idea che,
senza causa, non può esserci effetto. Si libera completamente della paura. Due mesi dopo mi annuncia che in seguito
al nostro incontro i dolori sono spariti e che non sente più le piccole cisti.
Caroline è in cura per un tumore al seno. In occasione della sua prima visita il dottore le consiglia di fare un Pap-
test. Qualche tempo dopo, le telefona per raccomandarle di prendere un appuntamento per una colposcopia. Non
comprendendone la ragione, Caroline gli chiede il motivo. Il medico le risponde: «È perché abbiamo trovato delle
cellule atipiche nel suo striscio». Per Caroline cellule atipiche significa cellule cancerose. Pensa allora: «Il mio
tumore ora si sta estendendo… sono finita…» L’angoscia di morire l’attanaglia, non riesce più a dormire. La madre
è morta di un cancro al seno. Qualche mese dopo le viene fatta una radiografia dei polmoni, in seguito alla quale il
medico la informa che presentano delle macchie rotonde. Questa è per lei la conferma che il cancro si è esteso.
Caroline sviluppa un cancro ai polmoni, poi al cervello e muore. Quando il medico le aveva raccomandato di fare
una colposcopia, per lui non era che un normale controllo di routine e quando le aveva detto di aver trovato cellule
atipiche nello striscio, non aveva idea fino a che punto ciò potesse turbarla perché, se lo avesse saputo, non glielo
avrebbe detto per telefono e le avrebbe spiegato che cellule atipiche non significa cellule cancerose. Quella che può
essere una cosa ovvia per una persona non lo è necessariamente anche per l’altra.
Come ho già raccontato nella voce Cuore, una partecipante ai miei seminari aveva avuto un infarto al miocardio,
tuttavia non aveva mai sofferto di angina né aveva temuto di perdere ciò a cui teneva. Durante il nostro incontro, mi
raccontò che due anni prima che le venisse l’infarto era andata dal medico per una visita di controllo, raccomandata
dal suo datore di lavoro. Uscendo dallo studio si era accesa una sigaretta e il medico le aveva detto: «Se continui a
fumare così, entro due anni ti verrà un infarto!» Cos’era successo? A livello del suo subcosciente, ogni volta che si
accendeva una sigaretta, le tornava in mente la frase del medico con la conclusione: «sigaretta = infarto». Le venne
un infarto esattamente due anni dopo la previsione.
Il potere del pensiero o il potere della prognosi?
MALATTIE INFANTILI:vedi Morbillo, Orecchioni, Pertosse, Rosolia, Scarlattina, Sesta malattia, Varicella.