Page 122 - Mani in alto
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del portone d’ingresso una lapide ricorda l’evasione dei partigiani del ’44.


           Paolo Casaroli è uscito di galera nel 1979 per buona condotta dopo aver scontato
          complessivamente ventotto anni di carcere. Le prime cose che lo colpirono, una

          volta libero, furono la velocità delle auto e lo sgonnellare di certe femmine, ma
          anche l’altezza delle scale e la sensazione di cadere.


           Nemmeno quattordici anni dopo cessava di respirare la notte di Capodanno
          all’ospedale Sant’Orsola per un improvviso attacco cardiaco.


           Tra le notizie di botti e feriti per i festeggiamenti del nuovo anno, un trafiletto sul
          giornale ricordava le rapine a mano armata nell’Italia dell’immediato dopoguerra.


           Al Museo criminologico di Roma una teca custodisce le armi e le munizioni della
          banda Casaroli.
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