Page 1204 - Shakespeare - Vol. 4
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Sentite i corni;
               rientrate nella vostra tana, o il nostro incontro
               sarà sventato prima dell’inizio. Datemi la mano; addio;
               vi porterò ogni cosa necessaria; vi prego

               confortatevi e siate forte.



              PALAMONE
                               Prego, mantenete la promessa;
               e fate quest’atto con faccia irata. Chiaramente
               voi non mi amate; mostratemivi ostile, dunque,

               meno olio nelle vostre parole; per quest’aria,
               vorrei ad ogni parola darvi un pugno, la bile
               in me non cede alla ragione.



              ARCITE
                               Avete parlato chiaro.
               Ma scusatemi dall’usare parole offensive; quando sprono

               il mio cavallo, io non l’insulto; contentezza o rabbia
               in me hanno una sola espressione.
                                                                                             Suonano i corni.
                               Sentite, signore, suonano

               il raduno al banchetto; avrete capito
               che ho un incarico là.



              PALAMONE
                               Signore, il vostro servizio
               non può piacere al cielo, e certo l’incarico
               è stato ottenuto con l’inganno.




              ARCITE
                               Ben guadagnato, invece.
               Sono convinto che questa disputa, infetta tra noi,
               dev’essere curata da un salasso. Chiedo
               che alla vostra spada affidiate il dibattito,

               e non se ne parli più.



              PALAMONE
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