Page 1203 - Shakespeare - Vol. 4
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di un pasto fammi credito. Vieni davanti a me poi,
una buona spada in mano, e di’ soltanto
che Emilia è tua: io ti perdonerò
il torto che mi hai fatto − la vita, pure,
se avrai la vittoria; e le anime valenti tra le ombre
che son morte da prodi, quando mi chiederanno
notizie dalla terra, non avranno altra che questa,
che tu sei coraggioso e nobile.
ARCITE
Siate di buon animo;
tornate nel vostro spinoso rifugio.
Sotto la protezione della notte, tornerò qui
con cibo sostanzioso; quest’impicci
limerò via; avrete abiti, e profumi
per coprire l’odore della prigione. Dopo
che vi sarete sgranchito, dite soltanto “Arcite,
sono pronto”, e sarà lì per voi
sia spada che armatura.
PALAMONE
O voi cieli, può uno
così nobile commettere un’azione vergognosa? Nessuno
se non Arcite; perciò nessuno se non Arcite
in questo osa tanto.
ARCITE
Dolce Palamone!
PALAMONE
Abbraccio voi e la vostra offerta − ma lo faccio
solo per la vostra offerta, signore; alla vostra persona,
senza ipocrisia, non potrei augurare
altro che il filo della mia spada.
Suono di corni fuori scena; trombe.
ARCITE