Page 1216 - Shakespeare - Vol. 2
P. 1216
Io non posso nascondere ciò che sono. Quando ne ho causa sono triste, e non
sorrido a nessuno scherzo; quando ho fame mangio senza aspettare i comodi
di nessuno; vado a dormire se ho sonno senza badare a nessuno, rido se mi
gusta e non gratto la schiena a nessuno.
CORRADO
Sì ma è dannoso mostrare tutto ciò ai quattro venti sinché non siete proprio
libero di farlo. Vi siete messo di recente contro vostro fratello, e lui vi ha
appena riammesso nelle sue grazie, epperò non riuscirete a mettervi radice
se non badate voi stesso a mantenere il bel tempo; e insomma vi occorre
preparar la stagione per un buon raccolto.
DON JUAN
Ma io preferisco essere un rosolaccio nella siepe e non una rosa nella serra
della sua grazia! Il mio sangue ama più il disprezzo di tutti che il comportarsi
in modo da mendicar simpatie. In questo, se non si può dire che sono un
leccatore onesto, però sono un farabutto sincero. Mi ridanno fiducia con una
museruola e mi affrancano coi ceppi ai piedi: per questo ho deciso che non
canterò in gabbia. Se la mia bocca fosse libera morderebbe. Avessi la libertà
so io cosa farei. Intanto mi gusta essere ciò che sono, e nessuno cerchi di
cambiarmi.
CORRADO
Ma non potreste metterlo a frutto, il magone?
DON JUAN
Certo che lo metto a frutto, non possiedo altro. Ma chi arriva?
Entra Borraccia.
Ci sono novità, Borraccia?
BORRACCIA
Vengo di là da un gran banchetto! Il Prence fratello vostro, Monsù Leonato lo
sta trattando da re. E vi posso informare su un progetto matrimoniale.
DON JUAN
Si tratta per caso di cosa su cui imbastire qualche mascalzonata? Chi è tanto
matto da legarsi con la mancanza di pace?