Page 1212 - Shakespeare - Vol. 2
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Vorrà dire che c’è il terremoto, allora.
DON PEDRO
Bene, il tempo ti ammansirà. Intanto, caro signor Benedetto, va’ dal signor
Leonato, salutalo da parte mia e digli che non mancherò alla cena. Ha fatto
grandi preparativi.
BENEDETTO
Mi resta ancora senno bastante per una simile ambasceria; col che affido
Vossignoria...
CLAUDIO
Alla custodia del Padreterno. Scritto nella mia magione, se io una ne avessi...
DON PEDRO
Addì sei di luglio eccetera, il Vostro devotissimo Benedetto.
BENEDETTO
Sfottete, sfottete pure! Ma nella zimarra del pensiero vostro c’è qua e là
qualche toppa, e l’è pure cucita assai male. Prima di andare avanti col vostro
spirito di patata, mettetevi una mano sulla coscienza. E con ciò riverisco.
Esce.
CLAUDIO
Monsignore, la vostra altezza
può darmi una mano d’aiuto.
DON PEDRO
L’amore che ti porto devi istruirlo. Dimmi
che cosa fare e vedrai com’è disposto a imparare
qualunque lezione, per quanto difficile sia
ma che ti possa aiutare.
CLAUDIO
Leonato ha figli maschi, monsignore?
DON PEDRO