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sposa si rivela come Ero, che in qualche modo funziona da terrestre dea ex
          machina. Anche Benedetto e Beatrice si accingono a sposarsi, e la commedia
          si conclude con un ballo prematrimoniale.



          Motivi e struttura
          Motivi potenzialmente tragici (la dissimulazione, l’inganno, l’odio tra fratelli, il

          complotto ordito anche quando la politica “è in ferie”, il rischio di sospendere
          il  sospetto,  l’impulso  a  fare  il  male,  l’inganno  dell’innamorato  che  crede  di
          vedere la propria donna che lo tradisce, la gelosia, la rabbia e il desiderio di

          vendetta,  il  tema  della  finta  morta  ecc.)  sono  nessi  intertestuali  fra Molto
          rumore  per  nulla  e  opere  quali Come  vi  piace,  Otello,  Re  Lear,  Troilo  e
          Cressida. Altri motivi tipici di ambedue i generi (l’uomo soggetto al gioco del
          caso e della Fortuna, che ignora se stesso e non capisce le proprie azioni, e
          quindi  il  gioco  dell’ironia  drammatica,  l’umana  incostanza  e  vanità,  le

          opposizioni  tra  apparenza  e  realtà,  giovani  e  vecchi,  saggia  follia  e  folle
          saggezza, l’amore come possessione irrazionale, malattia o velato egoismo
          ecc.) rimandano alla grande lezione sulla vanità umana offerta dai Saggi di

          Montaigne,  che  John  Florio  traduce  e  diffonde  nella  cultura  elisabettiana
          anche prima della pubblicazione dell’opera nel 1603. La trattazione sempre
          chiara e superficiale delle fonti, che diano alla storia un fine lieto o luttuoso,
          viene volta in una visione non meno ambigua e problematica di quella delle
          tragedie.  Ho  detto  nella  Presentazione  dei  tempi  “musicali”  che  possono

          individuarsi nella commedia, e dei filoni in cui si articola l’intreccio, e nei quali
          si distribuiscono gli stili: prosa di stile medio nella cornice e in quella parte
          dell’intreccio centrale che mostra gli scambi d’arguzia brillante tra i giovani, i

          versi di stile più alto per la vicenda di Claudio ed Ero e per i momenti più
          intensi  dell’azione,  la  prosa  bassa  e  farcita  di  svarioni  negli  interventi
          farseschi.  Per  l’analisi  quantitativa,  sulle  diciassette  scene  dell’opera,  dieci
          vedono  prevalere  il  motivo  Benedetto-Beatrice,  e  altrettante  quello  degli
          anziani Leonato-Antonio; in nove scene domina il motivo Claudio-Ero, mentre

          otto  scene  vedono  la  presenza  attiva  di  Don  Pedro,  e  sette  quella  di  Don
          Juan.  Quattro  scene  sono  infine  assegnate  alla  ronda.  La  struttura,  in  cui
          nessuna  delle  componenti  (temi,  filoni  o  intrecci)  prevale  sulle  altre,  si

          costruisce per simmetrie, opposizioni, rispecchiamenti. È anche sottolineato il
          valore  simbolico  della  luce  solare  e  del  buio  notturno.  Questo  associato  ai
          temi più cupi dell’amore, della morte o dell’inganno, quello che col mattino
          ridesta la gioia della vita che ricomincia dopo il lutto e il dolore. La commedia
          si conclude in un clima di festa collettiva ma non senza venature ironiche e
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